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December 31 Auto-retrato Salazar,visto por SalazarDevo à Providência a graça de ser pobre; sem bens que valham, por muito pouco estou preso à roda da fortuna, nem falta me fizeram nunca lugares rendosos, riquezas, sustentações. E para ganhar, na modéstia a que me habituei e em que posso viver, o pão de cada dia, não tenho de enredar-me na trama dos negócios ou em comprometedoras solidariedades. Sou um homem independente.
Nunca tive os olhos postos em clientelas políticas nem procurei formar partido que me apoiasse mas em paga do seu apoio me definisse a orientação e os limites da acção governativa. Nunca lisonjeei os homens ou as massas, diante de quem tantos se curvam no mundo de hoje, em subserviências que são uma hipocrisia ou uma abjecção. Se lhes defendo tenazmente os interesses, se me ocupo das reivindicações dos humildes, é pelo mérito próprio e imposição da minha consciência de governante, não pelas ligações partidárias ou compromissos eleitorais que me estorvem. Sou, tanto quanto se pode ser, um homem livre. Jamais empregarei o insulto ou a agressão de modo que homens dignos se considerassem impossibilitados de colaborar. No exame dos tristes períodos que nos antecederam, esforcei-me sempre por demonstrar como de pouco valiam as qualidades dos homens contra a força implacável dos erros que se viam obrigados a servir. E não é minha a culpa se, passados vinte anos de uma experiência luminosa eles próprios continuam a apresentar-se como inteiramente responsáveis do anterior descalabro, visto teimarem em proclamar a bondade dos princípios e a sua correcta aplicação à Nação Portuguesa. Fui humano. Penso ter ganho, graças a um trabalho sério, os meus graus académicos e o direito a desempenhar as minhas funções universitárias. Obrigado a perder o contacto com as ciências que cultivava, mas não com os métodos de trabalho, posso dizer que as reencontrei sob o ângulo da sua aplicação prática; e folheando menos os livros, esforcei-me em anos de estudo, de meditação, de acção intensa, por compreender melhor os homens e a vida. Pude esclarecer-me. Não tenho ambições, não desejo subir mais alto e entendo que no momento oportuno deve outrem vir ocupar o meu lugar, para oferecer ao serviço da Nação maior capacidade de trabalho, rasgar novos horizontes e experimentar novas ideias ou métodos. Não posso envaidecer-me, pois que não realizei tudo o que desejava; mas realizei o suficiente para não poder dizer que falhei na minha missão. Não sinto por isso a amargura dos que merecida ou imerecidamente não viram coroados os seus esforços e maldizem dos homens e da sorte. Nem sequer me lembro de Ter recebido ofensas que em desagravo me induzam a ser menos justo ou imparcial. Pelo contrário, neste país, onde tão ligeiramente se apreciam e depreciam os homens públicos, gozo do raro privilégio do respeito geral. Pude servir. » Salazar December 28 Zio SantuzzoMi ricordo
quando mia madre mi costringeva ad ingerire quell'orribile sostanza dalle proprietà organolettiche considerevoli era olio di fegato di merluzzo e non mi si filava nessun ragazzo grazie al cazzo davo di merluzzo ed ero confusa infelice con l'alito atroce e puzzavo di merluzzo proprio come zio santuzzo venditore di merluzzo al mercato di Milazzo ma meno male che c'era un uomo che non gli importava dell'orrido tanfo lui mi avvolgeva tra le cupide ascelle e poi mi pomiciava come un pazzo grazie al cazzo era zio santuzzo ed ero confusa infelice con l'alito atroce e puzzavo di merluzzo proprio come zio santuzzo circondata dal disprezzo mi sentivo zio santuzzo (da mettere come sottofondo Confusa e felice della Consoli ^_^) December 26 Buone feste dall'elfo vecchiDecember 24 LE LEGGI DEI CARTONI ANIMATI GIAPPONESI
December 13 ~ Don Pedro e Ines de Castro ~Se vi dovesse capitare di pensare a una drammatica e tragica storia d’amore, quasi certamente andrete con la mente a Verona e alla storia di Romeo e Giulietta. Quello che non deve stupire, però, è che anche altri paesi europei e non, annoverano nella tradizione locale delle storie molto simili. Ad esempio, in Portogallo è famoso il sofferto amore tra due giovani nobili, ma, in questa caso, non è presente l’amore puro e ingenuo dei due amanti di Verona, bensì si tratta di una storia d’amore passionale, fatta di adulteri e omicidi. La vicenda fu ripresa da diversi scrittori, che ne fecero un mito romantico e tragico, aggiungendo anche alcuni aspetti romanzeschi, ma vediamo come andarono i fatti. Don Pedro, primogenito del re del Portogallo Don Alfonso IV, aveva poco più di vent’anni quando, per volere del padre, sposò l’insignificante Costanza di Castiglia. In quell’occasione conobbe Ines de Castro, una dama di compagnia della sposa, e fu amore a prima vista. Iniziò una relazione che, invece di essere tenuta nascosta agli occhi della moglie e della corte, veniva quasi ostentata. Tutto questo non fece altro che irritare il padre e i suoi consiglieri, soprattutto per lo scandalo che avevano sollevato. L’ira del padre, però, aspetto ben quindici anni prima di abbattersi sulla coppia, quando ormai Pedro e Ines avevano messo al mondo tre figli. Approfittando della lontananza del figlio, il re in persona si presentò alla villa di Ines e la uccise davanti ai piccoli. Don Pedro non tardò a venire a conoscenza della triste notizia, e reagì come una furia. Sollevò una rivolta popolare in quello che era un regno in pace. Il Portogallo, in breve tempo, fu sull’orlo di una terribile crisi, finchè la madre, la regina Beatrice, non riuscì a calmarlo. La tregua durò fino alla morte di Alfonso IV, quando don Pedro divenne sovrano assoluto del Portogallo. Il primo atto fu quello di imprigionare e uccidere con tremende torture i principali responsabili del complotto contro Ines. Placata la sete di vendetta, procedette all’incoronazione. In un tragico atto di follia fece disseppellire Ines, e la volle accanto a sé come la nuova regina del Portogallo, adagiandole sul teschio la corona che non aveva potuto portare in vita. La Storia del paese PredestinatoIl paese è occupato da tribù, i Lusitani, che hanno rapporti con i fenici, i cartaginesi e i greci. Nel II sec. a. C. viene creata la provincia romana di Lusitania. Nel V sec. d. C. essa viene invasa dagli svevi e dagli alani, quindi dai visigoti che vi si insediano stabilmente. Nel 711 i musulmani conquistano il paese. Tra l'866 e il 910 Alfonso III, re delle Asturie, riprende il controllo della regione di Porto. Nel 1064 Ferdinando I, re di Castiglia, libera la regione compresa tra Douro e Mondego. Alfonso VI, re di Castiglia e di León, affida la contea del Portogallo al genero, Enrico di Borgogna. Alfonso Henriques, figlio di Enrico di Borgogna, assume il titolo di re del Portogallo dopo la vittoria di Ourique sui mauri (1139) e fa riconoscere l'indipendenza del Portogallo. Nel 1211 a Coimbra si tiene la prima assemblea delle Cortes. Alfonso III (1248-1279) prosegue la Reconquista occupando l'Algarve. Dionigi I (1279-1325) fonda l'università di Lisbona (1290), che viene trasferita, nel 1308, a Coimbra. Con Ferdinando I (1367-1385) si estingue la dinastia di Borgogna. Giovanni I (1385-1433) fonda la dinastia d'Aviz e riporta la vittoria di Aljubarrota sulla Castiglia. Il Portogallo continua nel XV sec. e all'inizio del XVI sec. la sua espansione marittima e svolge un ruolo importante nei viaggi di scoperta, animati da Enrico il Navigatore (1394-1460). Nel 1487 Bartlomeo Diaz doppia il Capo di Buona Speranza. Nel 1494 il trattato di Tordesillas stabilisce una linea di separazione tra i possedimenti extraeuropei della Spagna e quelli del Portogallo. Nel 1497 Vasco de Gama scopre la via delle Indie. Nel 1500 Cabral prende possesso del Brasile. Tra il 1505 e il 1515 si costituisce l'Impero portoghese delle Indie. Con Giovanni III (1521-1557), la cultura intellettuale e artistica conosce un notevole sviluppo, pari a quello dell'economia. Sebastiano I (1557-1578) viene ucciso nella battaglia di Alcazar Quivir, in Marocco. Nel 1580, con l'estinzione della dinastia d'Aviz, Filippo II di Spagna diventa re del Portogallo, unendo in tal modo i due regni. Nel 1640 i Portoghesi si ribellano contro la Spagna e proclamano re il duca di Braganza, Giovanni IV (1640-1656); con il trattato di Lisbona, la Spagna riconosce l'indipendenza del Portogallo. Alla fine del XVII sec., rassegnandosi al crollo delle proprie posizioni in Asia e al proprio ridimensionamento in Africa, il Portogallo si dedica all'esplorazione del Brasile. Nel 1703 il trattato di Methuen unisce economicamente il Portogallo e la Gran Bretagna. Con Giovanni V (1707-1750), l'oro del Brasile non riesce più a stimolare l'economia del paese. Giuseppe I (1750-1777) fa appello a Pombal, che impone un regime energico di dispotismo illuminato e ricostruisce Lisbona dopo il terremoto del 1755. Maria I (1777-1816) lascia il potere al figlio (1792), il futuro Giovanni VI. Nel 1801 si assiste alla guerra degli Orange tra il Portogallo e la Spagna. Nel 1807 il paese viene invaso dalle truppe francesi di Junot; la famiglia reale raggiunge il Brasile. L'anno successivo Wellesley sbarca in Portogallo. Nel 1811 il paese è liberato dai francesi; la Corte rimane in Brasile e il Portogallo è sottoposto a un regime militare sotto il controllo dell'Inghilterra. Nel 1822 Giovanni VI (1816-1826) ritorna a Lisbona su richiesta delle Cortes e accetta una costituzione liberale. Il figlio primogenito, Pietro I, si proclama imperatore del Brasile, la cui indipendenza è riconosciuta nel 1825. Alla morte di Giovanni VI, Pietro I diventa re del Portogallo con il nome di Pietro IV, ma abdica a favore della figlia Maria II e affida la reggenza al fratello Michele. Questi si proclama re con il nome di Michele I e tenta di ristabilire l'assolutismo. Pietro I sbarca in Portogallo e rimette sul trono Maria II (1826-1853). Tra il 1834 e il 1853 la tensione politica e le lotte civili persistono. Dopo l'approvazione del suffragio censitario, il Portogallo conosce con i re Pietro V (1853-1861), Luigi I (1861-1889) e Carlo I (1889-1908) un effettivo regime parlamentare; il paese tenta di rigenerarsi e di ricostituire un proprio impero coloniale con l'Angola e il Mozambico. Nel 1907-1908 João Franco instaura una dittatura. Carlo I viene assassinato con il figlio primogenito. Manuel II rinuncia al regime autoritario, ma viene cacciato dalla rivoluzione. Nel 1910-1911 viene proclamata la repubblica. Il governo provvisorio decreta la separazione tra la Chiesa e lo Stato e riconosce il diritto di sciopero. Durante la Prima Repubblica si assiste a una grave instabilità politica; il Portogallo non ottiene vantaggi sostanziali per la sua partecipazione, a fianco degli Alleati, alla prima guerra mondiale. Il colpo di Stato del generale Gomes da Costa nel 1926 rovescia il regime. Due anni dopo Carmona, presidente della repubblica, richiama alle finanze Salazar che realizza un risanamento spettacolare. Dal 1933 al 1968 Salazar, padrone del paese, governa secondo la costituzione del 1933 che instaura lo Stato nuovo corporativo e nazionalista. Negli anni 1968-1974 il presidente Caetano combatte le rivolte in Guinea, Mozambico e Angola. Nel 1974 una giunta, guidata dal generale Spinola, prende il potere e inaugura la rivoluzione dei garofani. L'anno successivo il Consiglio nazionale della rivoluzione avvia un programma di ispirazione socialista. Le antiche colonie portoghesi ottengono l'indipendenza. Dal 1976 al 1986 A. Eanes è a capo della Repubblica, mentre si succedono i governi di M. Soares (socialista, 1976-1978), Sá Carneiro (centrodestra, 1979-1980), F. Pinto Balsemão (socialdemocratico, 1981-1983), M. Soares (1983-1985), A. Cavaco Silva (socialdemocratico, 1985-1995). Nel 1986 M. Soares diventa presidente della repubblica. Il Portogallo entra nella CEE. Nelle elezioni del 1987 e del 1991, il partito socialdemocratico, sempre guidato da Cavaco Silva, ottiene la maggioranza assoluta. Nel 1995 il partito socialista vince le elezioni: il suo segretario, António Guterres, diventa Primo ministro. L'anno successivo il socialista Jorge Sampaio è eletto presidente della repubblica. Il Portogallo nel maggio 1998 entra nell'area dell'euro con i primi Stati aderenti. Il paese affronta il difficile problema dell'indipendenza del Timor Est, ufficialmente ancora sotto il controllo portoghese, di fatto occupato dall'Indonesia. Nel mese di maggio, dopo sedici anni di trattative, i due Stati siglano un accordo sul futuro timorese che porta nell'agosto successivo a una consultazione popolare sull'autonomia regionale. Nel dicembre 2001 il premier Guterres si dimette in seguito alla vittoria del centrodestra alle amministrative. Alle elezioni politiche anticipate del marzo 2002 la vittoria va al partito socialdemocratico (che nonostante il nome è una formazione di centrodestra) di J. Manuel Durao Barroso che sconfigge i socialisti di Rodrigues. December 05 I RAGAZZI DI BUDAPESTAvanti ragazzi di Buda avanti ragazzi di Pest studenti, braccianti, operai, il sole non sorge più ad Est. Abbiamo vegliato una notte la notte dei cento e più mesi sognando quei giorni d’ottobre, quest’alba dei giovan’ungheresi. Ricordo che avevi un moschetto su portalo in piazza, ti aspetto, nascosta tra i libri di scuola anch’io porterò una pistola. Sei giorni e sei notti di gloria durò questa nostra vittoria ma al settimo sono arrivati i russi con i carri armati. I carri ci schiaccian le ossa, nessuno ci viene in aiuto il mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto. Ragazza non dirlo a mia madre non dirle che muoio stasera ma dille che sto su in montagna e che tornerò a primavera Compagni noi siam condannati, sconfitta è la rivoluzione fra poco saremo bendati e messi davanti al plotone Compagno il plotone già avanza, già cadono il primo e il secondo finita è la nostra vacanza, sepolto l'onore del mondo Compagno riponi il fucile torneranno a cantare le fonti quel giorno serrate le file e noi torneremo dai monti Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest studenti, braccianti e operai, il sole non sorge più all'Est. December 03 MienteHOY EN TU MIRADA HAY NO SE QUE ALGO ESPECIAL NI SIQUIERA EL BESO TAN DE AMOR FUE NATURAL FUE UN PRESENTIMIENTO O QUIZA LEI TU MENTE POR FAVOR SI ES ASI COMO SIENTES MIENTE DIME QUE ME AMAS JURAME QUE NUNCA PIENSAS ALEJARTE DE MI MIENTE VENDAME LOS OJOS GRABATE MUY DENTRO QUE SI TU ME DEJAS NO PODRE VIVIR SIN TI DEJAME PEDIRTE TU PERDON SI TE OFENDI PERO NO ME PIDAS RENUNCIAR A SER FELIZ DEJAME INTENTARLO YO HARE LO QUE TU QUIERAS Y DESPUES SI ES QUE NO ME QUISIERAS MIENTE DIME QUE ME AMAS JURAME QUE NUNCA PIENSAS ALEJARTE DE MI MIENTE VENDAME LOS OJOS GRABATE MUY DENTRO QUE SI TU ME DEJAS NO PODRE VIVIR SIN TI MIENTE DIME QUE ME AMAS JURAME QUE NUNCA PIENSAS ALEJARTE DE MI MIENTE VENDAME LOS OJOS GRABATE MUY DENTRO QUE SI TU ME DEJAS NO PODRE VIVIR SIN TI MIENTE DIME QUE ME AMAS JURAME QUE NUNCA PIENSAS ALEJARTE DE MI MIENTE VENDAME LOS OJOS GRABATE MUY DENTRO QUE SI TU ME DEJAS NO PODRE VIVIR SIN TI |
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